tolfarte

Dall'altra parte del banco

Esiste un festival, una fiera, qui dalle mie parti: si chiama Tolfarte. E' una porta su un mondo magico, che si apre una volta all'anno per tre, quattro sere consecutive.

Trovarsi dall’altra parte per la prima volta ha avuto quel non so che di mondo fantastico, tipico dei libri per bambini. Dopo anni di militanza estasiata tra i vicoli medioevali di Tolfa,  guardo il mondo da un’altra prospettiva. 
Tolfa, che nel primo weekend di agosto si accende di mille luci e colori per regalarci uno degli eventi più magici di tutto l’anno: Tolfarte. Per la prima volta porto una targhetta che recita “Tolfarte, Artigiani”; quest’anno è così, sono dall’altra parte del banco. Sono tra quelli che contribuiscono a rendere Tolfarte, con la maestria delle loro mani, un luogo meraviglioso. E’ proprio un onore, penso. Anche se vorrei andarmene in giro a curiosare tra le bancarelle degli altri. Lì ci sono delle pietre intagliate in acquaforte, con alberi e laghi; là ci sono quadri e altre artigiane delle stoffe come me; lì suonano uno strano strumento fatto di tubi e lassù dei banchi espongono gioielli di carta e legno. 

Le varie bande folli, composte da un numero imprecisato di musicanti, che attraversano le vie della città portano allegria e voglia di ballare in tutti gli angoli, a tutti gli artigiani e artisti: non c’è esclusione a Tolfarte. Il gruppo dei clown silenziosi ti fa ridere senza dire niente…e se non è magia questa!

Quello che mi spinge a scrivere di Tolfarte è l’amore incondizionato che provo per lei. Tolfarte è viva, Tolfarte è magia. Tolfarte è tipo una fata madrina che esce da chissà dove per portarci nel suo mondo di meraviglia e per lasciarci senza fiato quando va via, in attesa che ritorni il prossimo anno. A Tolfarte si entra in un modo e si va via in un altro, con lo sguardo perso nei bagliori di un qualcosa difficile da raccontare. Un percorso di sogni si snoda, tra i vicoli e la gente che di anno in anno diventa sempre più numerosa. Ogni anno la via principale si anima con installazione fatte a regola d’arte da artisti veri, che credono in questo mondo vivo per 4 sere all’anno. Spettacoli circensi, di giocoleria, di fuoco e di comicità si alternano senza sosta per tutta la durata dell’evento. E’ una giravolta che ti fa correre da un punto all’altro della città: vorresti vedere tutto.

Non sono sicura di riuscire a condensare in un testo di media lunghezza quello che rappresenta Tolfare, le porte che spalanca, la sensazione di essere una versione di sè che per la maggior parte del tempo è nascosta tra i doveri e gli affanni.
“Ogni fine è un nuovo inizio”, recita la poesia di saluto che viene recitata alla fine di ogni edizione. La fine è bella perchè porta con se il vivere, il vissuto. La fine è bella perchè in mezzo si è vissuta Tolfarte.

“Sei stata a Tolfarte quest’anno?” Si, si ci sono stata, ma non sono ancora tornata. Il mio cuore è ancora li, che cerca di accaparrarsi più dettagli, più emozioni possibili, per arrivare al prossimo anno ancora colmo di quello che ha visto e sentito. Per conservare il proprio lume di magia che questa fiera, ed i suoi fantastici burattinai hanno deciso per un loro sogno, di donarci.
Noi non smetteremo mai di dire grazie, ma Voi continuate.

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