Biennale 2019: May you live in interesting times

O del: se non sei mai stato ad una Biennale, vacci.

All’inizio volevo scrivere ” se non sei mai stato ad una mostra d’arte…”, ma poi ho pensato ai 26 euro del biglietto (16 se hai il ridotto) e alla lunghezza infinita dell’esposizione e ho pensato che se non hai mai visto una mostra d’arte la Biennale non è proprio il miglior modo per cominciare, magari.

Bell’incipit per un articolo!, dirai. E io penso che la cosa più importate sia essere onesti: la Biennale non è per tutti, è un mostro sacro che ti fagocita.

Non c’ero mai stata ad una Biennale

Perciò sono approdata con la mente e il cuore di una che non si aspetta niente, non si figura niente, si lascia trasportare da quei compagni di viaggio che ne sanno più di te (è bello non sapere sempre tutto). 

E’ così che, di solito, ci si ritrova in avventure fantastiche, no? Lasciandosi trasportare : a me è successa la stessa cosa. E l’impatto è stato clamoroso!

Cominciamo col dire che la Biennale d’Arte si trova a Venezia e si svolge ogni 2 anni. Un anno intero serve solo per la progettazione di questa gigantesca esposizione d’arte contemporanea.
I due ambienti che la ospitano, l’Arsenale e i Giardini, sono ENORMI, oltre che pieni di storia.
Per approfondimenti ti lascio i link con la loro descrizione, così puoi leggere direttamente dal sito della Biennale


Link Arsenale


Link Giardini

Comincia dall’Arsenale!

Se devi scegliere da dove partire, comincia da l’Arsenale senza esitazioni: il benvenuto alla Biennale è al suo ingresso, ed è una mostra collettiva che ti fa accedere ad un universo parallelo. Io mi sento tanto Alice, quando entro in un museo così. Si cade in un buco e ci si trova in una dimesione spazio-temporale che esiste solo all’interno. 

Quest’anno, la mostra che dà il nome alla Biennale è intitolata “May you live in interesting times” e devo dire che i pezzi forti, quelli che proprio ti fanno girare la testa per i messaggi che lanciano, sono lì.

Oltre alla collettiva d’ingresso (anche i Giardini ne contengono una), entrambi gli spazi ospitano le opere di artisti di tutto il mondo, divisi in padiglioni per nazionalità. Non sto a dire quale sia il quantitativo di opere presenti: infinito.
E oltre a guardare le opere, anche la struttura è meravigliosa, se pensi che esite dai tempi della Serenissima…

Alcuni dettagli della struttura

Arsenale
Arsenale
Gru dell' '800, unico esemplare esistente

Gru dell’ ‘800, unico esemplare esistente
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Mani

Mani
Vedute lagunari

Vedute lagunari
Nuvole moderne, installazione

Nuvole moderne, installazione
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Scritte decisamente antiche

Scritte decisamente antiche
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Alcune delle opere all’interno de l’Arsenale, molte di esse parlano di conflitti o argomenti di importanza sociale. Il risultato è una gran bella botta in testa.

Missing girl, Calcutta

Missing girl, Calcutta
Detriti di Roma

Detriti di Roma
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Le voce dei detenuti, incarcerati per le proprie poesie

Le voce dei detenuti, incarcerati per le proprie poesie
Cartelli di ragazze scomparse, giovanissime

Cartelli di ragazze scomparse, giovanissime
Manipolazione sessuale

Manipolazione sessuale
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Dicotomia

Dicotomia
Silicon Skill

Silicon Skill
Un altro mondo #women

Un altro mondo #women

I Giardini

La mostra collettiva dei Giardini è più variegata e di facile fruizione, di certo perchè più corta. Inizia e finisce nello stesso punto, in una visione circolare dell’esposizione.
I padiglioni che ospitano le singole nazioni, tranne qualche caso, hanno lasciato un pò a desiderare. Con opere quasi forzate o apparentemente prive di significati approfonditi.

Quello che bellezza è

Quello che bellezza è
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Città Pop

Città Pop
Al fuoco

Al fuoco
Soffitti da camminare

Soffitti da camminare
Natura liquida

Natura liquida
Camminata nel bianco assoluto: annullamento dello spazio

Camminata nel bianco assoluto: annullamento dello spazio
Textile books, made in China

Textile books, made in China
Natura liquida

Natura liquida
Muri, confini da oltrepassare

Muri, confini da oltrepassare
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Realtà?

Realtà?
Non avere paura

Non avere paura
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In sostanza

Se l’arte contemporanea ha il compito di far pensare, in questa Biennale ci riesce benissimo.
Tutta l’esposizione (opera più opera meno) va dritta al punto sui temi scottanti e difficili della nostra società: cosa sia la realtà, cosa sia “normale”, l’ambiente, i confini e le guerre. Ne esce un risultato cacofonico che rende perfettamente la complessità del mondo moderno, con le sue rinomate contraddizioni, con la sua bellezza che non smetterà mai di meravigliarci.

Molte altre opere, bellissime, non sono fotografate: il desiderio di essere trascinata dalla loro visione è stato più forte di quello di immortalare l’attimo. Di certo è un modo di rappresentare il mondo che ti spinge a guardarti dentro, a farti delle domande. Mai come ora ne abbiamo bisogno.

Assolutamente da vedere.

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